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Il dialogo possibile nel rapporto medico – paziente

23 novembre 2017h.18:30 - 20:30

Il nostro è un secolo fatto di contraddizioni: viviamo meglio e più a lungo, eppure cresce tra noi la disaffezione nei confronti della Medicina “ufficiale”; abbiamo sconfitto numerose patologie mortali, ma aumenta il numero di persone affette da malattie croniche e la parola dei medici è costantemente messa in dubbio. Qual è la ragione di questa evidente e generale diffidenza nei confronti delle scienze biomediche? Una delle ipotesi più attendibili risiede nell’evidente disfunzione della comunicazione medico-paziente e, più in generale, scienza e cittadino. Che ruolo gioca il supporto emotivo e psicologico fornito ad un malato? Come influisce il rapporto umano nella cura di una patologia cronica? Quali sono le difficoltà nel raccontare le Medicina? Analizzeremo questo e altri temi annessi con l’aiuto di esperti del settore per capire in quale direzione si muove il futuro della nostra Salute.

Ne parleremo con:

• MARIO RAVAGLIA, Ex Direttore Struttura Complessa di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza Ospedale di Lugo di Romagna (2002-2016), Docente presso l’Università di Bologna facoltà di Medicina e Chirurgia al Corso di Alta Formazione “Integrazione fra ‘Saperi’ convenzionali e non convenzionali in Medicina”
• MANUELA FANTINELLI, filosofa della scienza, saggista e fondatrice di ALMATU
• DENNIS DEAVI, Co-Fondatore di Ponterosso, servizio di ascolto e orientamento dedicato a persone affette da malattia cronica

Modera: Lucrezia Ferme, laureata in Biotecnologie Mediche, e membro di di OWL – Open Wet Lab.

Quando? Giovedì 23 novembre, ore 18:30.
Dove? Aula Andreatta, Dipartimento di Sociologia.

Seguirà un piccolo rinfresco!

Dettagli

Data:
23 novembre 2017
Ora:
18:30 - 20:30
Sito web:
https://www.facebook.com/events/392316831199272/

Luogo

Aula Andreatta, Dipartimento di Sociologia

Organizzatore

Il dibattito è organizzato dall’associazione OWL – Open Wet Lab in collaborazione con il progetto Ponterosso, con il contributo dell’Opera Universitaria di Trento e dell’ Università degli Studi di Trento.